Pagina:Dalle dita al calcolatore.djvu/57

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4. l'invenzione dei numeri 35

scrittura è essenziale nei rapporti economici e politici a livello internazionale.

Lo sviluppo della scrittura non sarebbe stato possibile senza una struttura scolastica ben organizzata. Le prime scuole sono istituite presso i templi per ovviare più alle esigenze derivanti dall’amministrazione del patrimonio che a quelle legate al culto. La professione di scriba probabilmente si trasmette di padre in figlio. Ma le classi dirigenti, o aspiranti tali, comprendono che il leggere e lo scrivere sono indispensabili per la gestione corretta e fruttuosa dei propri affari, e cominciano a mandare i figli maschi alla scuola, detta e-dubba, pagando all’amministrazione del tempio somme rilevanti.

I Babilonesi poi inventano i dizionari, le grammatiche e nelle loro scuole insegnano anche le lingue straniere. Un quarto delle tavolette della biblioteca reale di Ninive è rappresentato da dizionari e grammatiche delle lingue sumera, assira e babilonese. Anche a Ebla, nel 1975, sono rinvenute migliaia di tavolette che risalgono fino al 2300 a.C.: contengono trattati con i paesi vicini, accordi commerciali, leggi, ordinanze, contratti, dichiarazioni fiscali, e inoltre i più antichi dizionari del mondo (ben 52).


4. L’invenzione dei numeri

L’attività economica dei popoli della Mesopotamia forse non avrebbe assunto dimensioni sovra-regionali e poi internazionali senza adeguati supporti materiali, tecnici e culturali, da essa stessa scaturiti.

I miti mesopotamici narrano come la madre primigenia, la dea Nammu, abbia plasmato gli uomini con l’argilla perché aiutino gli dei nello svolgimento dei loro doveri celesti. E anche Adamo ha origine dall’argilla. Non c’è dunque da stupirsi che proprio nell’argilla l’uomo abbia saputo trovare il mezzo per dare forma