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assoluta necessità. Per conchiudere, la zia mi scrive stamattina pregandomi di fare una corsa costà, di venirti a vedere.

Memore della tua ultima lettera, e siccome io sono, per mia sfortuna, alquanto dissimile da te, siccome non so mutare animo e linguaggio così prontamente come un’attrice muta parte e toilette, così risponderò, se credi, che sono occupatissimo e non posso muovermi da Roma. Addio.

Il tuo aff.mo cugino
D. Cortis.



All’illustrissimo signor deputato

Daniele Cortis, a Roma.

Cefalù, 23 gennaio 1882.

Ill.mo signor deputato,

Ho l’onore di rispondere, a nome e per incarico della ill.ma signora baronessa Di Santa Giulia, alla ossequiatissima sua del 19 corrente.

La nobile signora si trova a letto, sotto la mia cura, con leggera febbre reumatica, e non può quindi scrivere. Ella significa a V.S. Ill.ma che, salvo questa indisposizione accidentale e di nessuna importanza, la sua salute è buona; e che avrebbe moltissimo dispiacere se Lei si pigliasse l’incomodo di un viaggio così lungo. Aggiunge poi che la predetta indisposizione reumatica è stata già portata a cognizione sì dell’eccellentissimo signor barone che della nobile famiglia Carrè.

La signora baronessa m’impone pure di porgerle i suoi ossequi.

Sempre agli ordini di V.S. Ill.ma

umil.mo e dev.mo
dottor Antonino Niscemi.