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tra cefalù e roma 171



Allo stesso (riservatissima).

Per espressa volontà della signora baronessa ho dovuto scrivere nei termini ch’ella vede la unita lettera e darlene quindi lettura. Ora la mia coscienza m’impone di aggiungere, in foglio separato, queste poche righe per migliore informazione della S.V. illustrissima.

Infatti la signora baronessa, oltre a una condizione generale anemica, è attualmente affetta, non da febbre reumatica, ma da leggera gastrite lenta, con ingorghi al fegato, probabile residuo di un lungo processo infettivo di febbri miasmatiche. Il male non avrebbe per sè nessuna gravità, ma mi dà pena lo stato generale anemico e la estrema depressione morale dell’ammalata. Ho incominciato da pochi giorni la cura di certe nostre acque minerali che ci vengono da Termini. Ho veduto miracoli di queste acque. Speriamo.

Io non dico a V.S. ill.ma di venire, anche perchè la signora baronessa mi parve allarmatissima di questo viaggio, per riguardo alla di Lei salute, e risolutissima d’impedirlo, cosicchè non conviene andar contro alla sua volontà. Debbo solo avvertirla di un fatto. Nella mia visita di ieri fui soddisfatto assai dell’aspetto e dell’umore dell’ammalata. Le avevano recata la Sua lettera proprio mentre entravo io, si può dire; ed ella non l’aveva ancora aperta nè la volle aprire, malgrado le mie preghiere, me presente. Pare che l’abbia letta appena rimase sola, e passò poi parecchie ore agitate, una notte cattivissima, con dolore all’ipocondrio destro, dispnea e tosse.