Pagina:Daniele Cortis (Fogazzaro).djvu/31

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una cosa grave 21


«Chi sa che scena ti avrà fatto!

«Scena? Non me ne ha parlato più. Non me ne fa, scene.

«Non te ne fa?

Il conte Lao pareva incredulo.

«Eh no, proprio scene, no» disse la baronessa, quasi sorpresa di dover affermare una cosa due volte. «Sai, se me ne facesse, con poche parole lo metterei a posto.

L’altro tacque.

Ecco dunque, pensò Elena, la cosa grave. Tanto grave davvero? Le gesta di suo marito la toccavano poco. Era poi evidente che lo zio non l’avrebbe lasciata confinare a Cefalù. Si crucciava quasi, malgrado se stessa, che Daniele avesse detto così. E sempre veniva giù a distesa la pioggia eguale, l’ampia voce triste parlava ancora.

«Zio» disse la baronessa, «cosa t’è venuto in mente di raccontar queste cose a Daniele?

«Io? Perchè? Non ho raccontato niente, io, a Daniele.

«Niente? Eppure l’ho visto adesso che usciva di qua e mi ha detto ch’era succeduta una cosa grave.

«Una cosa grave? Non so.

Elena sentì nella voce di suo zio un sospetto cambiamento di tono, una indifferenza esagerata.

«Non ti par grave» diss’ella sorridendo «una relegazione a Cefalù?

«Ah sì, questo sì; sarà stato questo.

«Ma zio...

«Oh, sai che mi secchi!» esclamò il conte. «Non si tratta nè di tuo marito, nè di te, nè di me; e se vuoi delle confidenze, va da Daniele.

Elena non rispose.