Pagina:Daniele Cortis (Fogazzaro).djvu/347

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occulto dramma 337

scesa subito. Lao posò la stecca, accennò silenziosamente a sua nipote di accostarsi al biliardo.

Elena obbedì, palpitando.

«Non mi domandi niente?» diss’egli.

«Aspettavo che parlassi tu, zio.

«Bella anche questa! non te ne importa niente, a te?

Elena gli rispose con uno sguardo così serio, così doloroso che lo zio si pentì della sua ruvidezza, e si affrettò a dire:

«Bene, bene, spero che sia finito tutto, ma è stato un affar serio.

«Finito tutto?» esclamò Elena. «Come?

«Eh, come! Il processo non si farà più e non ci son più debiti altro che per me.

«E lui?» diss’ella sottovoce.

«Cosa lui?

Elena non ebbe cuore di domandar che ne fosse di suo marito. Lao voleva certo dir qualche cosa perchè non la richiese più di spiegarsi meglio.

Prese Elena per le braccia, e, trattala a sè, le mormorò:

«Vuoi sapere quanto mi costi?

«Scusa, Elena» disse avvicinandosi timidamente la signorina Zirisèla che dava del tu a Elena con il tono di chi teme prendersi troppa libertà. «La contessa e quel signore ti pregherebbero di venire.

«Va pur là» disse il conte. «Parleremo dopo.

Elena esitava.

«Sai cosa vogliono?» diss’ella.

La signorina non aveva inteso bene. Far musica, forse. Certo si discorreva, adesso, e con calore, nella stanza del piano. Elena osservò che non pareva vi