Pagina:Danzi - Poesie scelte in dialetto potentino.djvu/23

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Fascïa tanto lu valoroso,
Ggne fascenne nu pertuso,
                    18E s’ingagnaze.

Venne apposta da la Spagna
P’accattarse la papagna,
                    21E s’addormeze.

Dopo fatte l’attacco a Mosca
Se pigliàze paglia e iosca,
                    24Se n’annegghiava.1

Ma lu tempe nu l’ave avutte,
Gne salarono lu presutte,
                    27E mo se cura.

Quanne sente la Reggina,
Ch’è venù rossa la farina,
                    30Arronchia lu musse.

Vulia serve a nu regnante,
Ma è morte da breante
                    33Annuratamente.

Quanne mai nu breante
Ha mise a lu trono nu regnante
                    36E stà nu sonne!

Curaggioso, ome forte,
Cumbattia doppe morte,
                    39Ma cu li záppele.

Viva la Spagna, viva Buorio
E’ venù a dascià lu cuorio.
                    42Salute a noi.

Potenza 1861.



(1) Iosè Boryes, catalano, nella speranza di suscitare dei moti in favore della monarchia caduta, penetrò nella Basilicata nell’ottobre del 1861 e, dopo varie azioni brigantesche, fra cui l’assalto a Pietragalla, fu fucilato a Tagliacozzo il dì 8 dicembre dello stesso anno.

  1. Se n’anaegghiava: se ne scappava.