Pagina:De' matematici italiani anteriori all'invenzione della stampa.djvu/66

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più tosto in altro trattato del medesimo anonimo autore: "E ancora de’ casi di Maestro Grazia perfetto Arismetrico non scriverò, riserbando quelli all’opera geometricale»1.

E ciò basti di questi buoni vecchi: chè se era giusto rammentarne i nomi ed i meriti, non sarebbe poi bene spendere qui intorno ad essi troppo tempo nè troppe parole. Perchè alla fine se furono persone utilissime a’ giorni loro per conservare la scienza, essi peraltro non le fecero fare passi notevoli, anzi non arrivarono nemmeno all’altezza a che l’avea condotta Leonardo da Pisa.

Ma un altro fiorentino vuol qui essere nominato con onore, ed è Giovanni del Sodo, «cui i fiorentini dovrebbevo porre in maggior fama» a sentenza del Guglielmini 2, che gli attribuisce la Risoluzione generale delle equazioni derivate di secondo grado3, e del quale alcune belle e importanti invenzioni sono riferite dal Galigai che ne fu discepolo4, e che ci ha conservato ancora i segni o figure colle quali Giovanni del Sodo rappresentava, a comodo e servigio del calcolo, le potenze dei numeri5. E qui mi sia lecito addurre altro nome ricordato con onore dal Galigai, dicendo: «Porrò alquanti casi sottili propostimi da Maestro Agnolo del Carmine Maestro Eccessivo Geo-



  1. Cod. dell’I. R. Bibl. Palatina di Firenze segnato E. 5, 5, 14 intitolato Trattato di pratica d’Arismetrica.
  2. Elogio ecc. nota ii n.o 10 pag. 129.
  3. Ivi nota oo n.o 2 pag. 157.
  4. Ivi nota kk nn. 2, 3 pag. 136, 137, 138.
  5. Pratica d’Arithmetica di Francesco Ghaligai fiorentino, nuovamente rivista et con somma diligenza ristampata. In Firenze appresso i Giunti, mdlii. vedi pag. 71, 72.