Pagina:De' matematici italiani anteriori all'invenzione della stampa.djvu/78

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Becchi Vescovo Fiesolano, che dedicò un’opera de Cometa a Pietro de’ Medici nel 1456, e quanti allora e poi furono gloria e splendor di Toscana per quelle scienze, di cui sempre mostrossi ricchissima in ogni maniera. Quindi i loro navigatori furono molti, sinchè il Vespucci meritò di lasciar il suo nome al nuovo emisfero, come gli altri italiani per ogni parte furono primi ad aprir quella strada.»1

Il Toscanelli morì a’ 15 di maggio del 1482.2 Circa a questo tempo morì ancora Pietro della Francesca, di Borgo S. Sepolcro, pittore che nella prima sua giovinezza, e poi, perduta la vista, di nuovo nella vecchiaja, fu grande coltivatore delle matematiche e lasciò parecchie scritture di geometria e di prospettiva, che diconsi trasportate dopo la sua morte nella biblioteca vaticana. Il Vasari accusò Fra Luca Pacioli d’essersi appropriati alcuni manoscritti di Pietro, del quale fu discepolo, e d’essersene spacciato per autore. Della quale accusa il Tiraboschi lo assolve3. E trovandoci così di nuovo pervenuti alla fine di quel periodo di tempi, di che ho assunto di parlare, uscirò ormai di Toscana per discorrere delle altre parti d’Italia.





1534." (Ximenes l. e. pag. xcix). — Coetaneo al Toscanelli pare essere stato ancora Andrea Sommario, citato dal Pico (ivi pag. lxxvii).

  1. Bettinelli. Risorgimento ecc. part. i cap. 6 pag. 309 310.
  2. Tiraboschi l. c. n. 38. Della vita del Toscanelli ragiona distesamente lo Ximenes, il quale inoltre ha illustrato da pari suo le lettere che rimangono del Toscanelli. (V. Introd. al Gnom. Fior. pag. lxxiii - xcix). Paolo che da prima s’era dato alla Medicina invogliò della Gramatica e delle Matematiche per opera del famoso Filippo Brunelleschi (ivi).
  3. Ved. Stor. della lett. ital. Tom. VI lib. 3 cap. 7 n. 22 e Tom. VII lib. 2 cap. 2 n. 36, e la Biografia Universale.