Pagina:De' matematici italiani anteriori all'invenzione della stampa.djvu/87

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Nè punto più in pregio, che anzi piuttosto maggiormente trascurate si hanno da dire le Matematiche in Pisa ne’ tempi appunto che l’algebra aveva tanti cultori a Firenze. Imperocchè allo studio pisano non fu dato luogo nè manco all’astrologia, sotto il qual nome o la genuina astronomia si denotava, o questa per lo meno a quella si associava, se non se nell’anno 1484, nel quale a Domenico Pagagnotto, professore di teologia fu dato il carico d’insegnare astrologia1. E soltanto nel 1500 si cominciò ad insegnarvi Geometria.2

Come a Bologna ed a Padova e a Pisa, così pure altrove era l’ordinamento degli studj; e le scienze esatte erano lasciate fuori dalla cerchia delle materie Pubblicamente insegnate, o per noncuranza, o perchè, ne’ loro elementi almeno, presupposte in chi attender volesse alla scienza degli astri3. Perciò vediamo



  1. «Difficile est reperire quid de illius aetatis mathematicis dicas... Qui hanc profitebantur scientiam, nullum aliud praeceptum artis esse putabant, quam quod in Euclide continetur. Si quid vero majus aliquid pollicebantur, id spectabat unice ad fallendos homines, non secus ac si artem tenerent cognoscentem, videntem, et praevidentem futura... Cum primum restaurata fuit Academia Per Laurentium Mediceum, minime provisum fuit, ut haberent discipuli unde haec discerent. Id vehementer ipsi semel iterumque petierunt, atque propterea an. 1484 Dominico Pagagnotto... theologiae Doctori superadditum munus fuit docendae Astrologiae.» Fabroni. Historiae Academiae Pisanae Vol. i Cap. viii pag. 326-327.
  2. «Decorum sane fuit Academiae, quod non omni tempore defuerunt, qui eruditum Geometrarum pulverem discipulos tractare docuerit. Id primum oneris commissum fuit an. 1500 Minoritae Lucae Paciolio in S. Sepulcri Burgo nato, qui multum ingerii habebat ad mathematicas disciplinas....» ibi, pag. 327.
  3. Uno Statuto di Modena del 1328, riportato dal Muratori, contiene ne la determinazione di chiamare unum bonum Legistam