Pagina:De Amicis - Il romanzo d'un maestro, Treves, 1900.djvu/142

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rebbe stato così, con poche variazioni, da per tutto? o avrebbe avuto anche di peggio? E già la immaginazione gli rappresentava la lunga serie di villaggi per cui sarebbe passato fino alla vecchiaia, una processione di sindaci, di parroci, d’ispettori, di tormentatori d’ogni età, d’ogni ufficio e d’ogni sesso, che l’aspettavano di lontano, brandendo in atto ostile le penne, gli aspersori e le forbici, e gli cominciava a entrare nell’anima un tedio nero dell’avvenire, quando gli seguì uno di quei casi bizzarri, che voltano improvvisamente tutti i pensieri a un corso impreveduto.

Fissando gli occhi macchinalmente sopra un vecchio giornale in cui era involtato un suo pacco, vide sotto la rubrica delle Amenità un titolo che gli fermò lo sguardo: — Pugilato scolastico. Lette le prime linee, vi rimase preso come a un uncino, e continuò a leggere. L’articoletto diceva: — “È stato dato un saggio curioso di ginnastica educativa in una scuola del comune di Casariga, dove sono in guerra fra di loro il sindaco e il maestro. Entrò l’inserviente comunale nella classe, senza picchiare all’uscio, ravvolto in un mantello come un bandito d’Ernani, con tanto di berretto in capo, a portare un’imbasciata del sindaco. Il maestro gli ordinò di levarsi il berretto. L’inserviente gli rise in faccia. Allora il maestro, infuriato, balzò dalla cattedra, e scappellò l’ambasciatore con una pacca. Uscì questi inferocito e, tornato cinque minuti dopo con un randello, s’avventò contro il suo offensore. Ma aveva da fare con una specie di Sansone dell’alfabeto, il quale lo disarmò con un pugno, e levatolo su di peso, lo andò a scaricare nella strada. L’inserviente fu sospeso dall’ufficio per due giorni. Ma il maestro ebbe nondimeno una grande sbarbazzata dal sindaco, il quale addusse una curiosa ragione in difesa del suo dipendente: — Era raffreddato! — „

C’eran poi due o tre righe di chiusa, leggendo le quali il giovane diede insieme in un’esclamazione di piacere e in una risata cordiale, come all’apparir d’un amico burlone. Il maestro pugilatore era Lérica, l’ex granatiere della scuola normale.