Pagina:De Amicis - Il romanzo d'un maestro, Treves, 1900.djvu/188

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180 Altarana

la strada, come soglion le autorità dei villaggi all’ispettore, molte domande di schiarimenti intorno a casi dubbi d’amministrazione scolastica; alle quali egli rispondeva con conoscenza della materia, e con bel garbo, ma di sfuggita, come se quei discorsi, distogliendolo dall’ammirazione del paese, lo tediassero. Quando furon davanti all’albergo, il sindaco e l’altre autorità convennero di ritrovarsi alle due per visitare insieme la scuola delle Case Rosse; dopo di che se n’andarono; ed essendo sopraggiunto in quel mentre il maestro Calvi, l’ispettore invitò lui e il Ratti a “tenergli compagnia„ a colezione, per barattar quattro chiacchiere e far venir l’ora convenuta. Accettarono, s’andarono a mettere a tavola. L’ispettore dipanò per due, e fu amenissimo: fece ridere i commensali, l’oste e la serva, con una profusione maravigliosa di barzellette, senza accennar mai a cose di scuola, e la tirò tanto in lungo, che i due maestri tentarono d’indurlo a moversi facendo l’atto di pagare il conto. Ma con loro gran maraviglia, e non minore amaritudine, egli li lasciò fare, non dicendo che un: — Ma scusino.... e un: — non vorrei.... — così fiacchi, che non permisero loro di rimettere in tasca il portamonete. Scendendo poi per le scale, arzillo e lesto, li trattenne un momento per le braccia, e disse a tutti e due a bassa voce, socchiudendo un occhio dopo l’altro: — Avranno entrambi un buon sussidio, si fidino a me.


Sulla piazzetta stavano aspettando il soprintendente e il sindaco: questi più rosso del solito, come se avesse trincato per consolarsi dello scacco. Il delegato non comparve per cagion della gotta, il maestro Calvi si congedò perchè sua moglie era a letto, e l’ispettore s’attaccò al Ratti, per chiacchierare strada facendo. A due a due, sotto un bel sole tepido, s’avviarono verso le Case Rosse. A metà cammino li raggiunse il segretario.

La classe della maestra Vetti era in una piccola casa bianca, distante un duecento metri dalla borgata, in mezzo ai prati: casa che un signore della valle, morendo, aveva legato al municipio, il quale l’avea ridotta a scuola facendo poco più che mettervi una campana e una corda. La scuola occupava il pian terreno,