Pagina:De Amicis - Il romanzo d'un maestro, Treves, 1900.djvu/208

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200 Altarana

creazione sian le madri senza viscere. Ho visto una volta una donna ubriaca stramazzare in terra col bambino in braccio, che si spaccò la fronte. Lo crede? Questo ricordo è un tormento della mia vita. Ogni volta che mi si ripresenta, mi strappa una maledizione.

Al maestro parve di sentir espresso il fondo dell’animo suo, e con una tal fedeltà, che ne rimase maravigliato, come se la ragazza avesse ripetuto delle cose dette da lui.

Un’altra sera gli disse che era stata a vedere l’asilo infantile del paese, ed era ancora tutta eccitata. La vista d’un gran numero di bambini riuniti le faceva l’effetto come d’una musica di chiesa, le destava mille idee belle e tristi, che la commovevano, fino a farla piangere. In quei momenti le pareva che avrebbe dato con gioia tutto il suo sangue per assicurar la felicità di tutte quelle creature. — Poi, — soggiunse, — gli accompagno tutti a casa con l’immaginazione, e allora sento una pietà che mi soffoca a pensare che li aspettano delle camere fredde, dei lettini sudici, un po’ di mangiare malsano, dei parenti di cattivo umore, o snaturati, i quali alle volte li lascian morire senza chiamare il medico, e li battono. Perchè battono anche i bambini di due anni! Comprende lei come si possa battere un bambino? Ecco un’idea che mi fa ribollire il sangue. Percuotere un bambino.... per me è come vederlo uccidere. E dire che c’è di quelli che li batton da farli ammalare! Le proprie creature! Io urlerei quando ci penso. E questo si vede tutti i giorni, e si tollera! Che ignominia! La carità umana si dovrebbe rivolger tutta all’infanzia; per tutto il resto dell’umanità fare quello che rimarrebbe possibile; ma prima i bambini; che certe miserie, certi orrori non si vedessero più; che ci fossero delle società per dar la caccia ai genitori aguzzini come ai cani idrofobi, che le madri senza cuore, povere e signore, fossero frustate in mezzo alle strade! Oh è un infamia! È un’infamia!

Essa esprimeva così bene i sentimenti del giovane, ch’egli non metteva più parola nel discorso che per farla continuare. Era già quasi buio: la sua voce usciva come da un’ombra.

— Puniscono quelli che fanno dei biglietti falsi, non