Pagina:De Amicis - Il romanzo d'un maestro, Treves, 1900.djvu/26

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18 Garasco

delegato scolastico: il segretario si mise a ridere. Del delegato non c’era da darsi pensiero perchè era un personaggio misterioso, che neppure si poteva dire con certezza che esistesse: faceva il delegato di Garasco da Torino, a quaranta miglia di distanza, e non si mostrava nel paese che in occasione di grosse grandinate o d’inondazioni, per dare un’occhiata alle sue terre. Egli avrebbe voluto condurre il giovane dal suo collega don Leri, maestro di 3a, ma pensando che a quell’ora non fosse in casa, gli propose d’andare dalla maestra Strinati: dopo di che avrebbero fatto visita al parroco, che le stava di faccia. — Un’ottima maestra, — gli disse, — che ha trentacinque anni di servizio, un carattere fermo; fa andar la scuola come un orologio. — Le avevan però fatto una birbonata; sotto il sindaco precedente, s’intendeva. Stavano per segnare l’atto di riconferma, dopo non so quant’anni che insegnava nel paese, quando un consigliere aveva fatto questa caritatevole osservazione, che essendo riconfermata essa avrebbe acquistato diritto alla pensione, e così il municipio, tra non molto tempo, sarebbe stato onerato d’una nuova spesa. La più parte dei consiglieri avevan trovata giusta l’osservazione, e, certi che a quell’età, con degl’incomodi, la maestra non si sarebbe più decisa ad andare altrove, avevan detto: — Se vuol essere riconfermata rinunci alla pensione. — E la povera donna, temendo di non trovare un altro posto, tanto più ch’era un po’ sorda, aveva rinunciato. — Queste cose si facevano! — esclamò il segretario.

Il maestro s’aspettava che quegli soggiungesse subito che il nuovo sindaco aveva riparato all’ingiustizia; ma, con suo stupore, non intese altro. Osservò invece che il segretario, strada facendo, tirava delle occhiatine di qua e di là, ora alle persiane d’una finestra, ora a un uscio socchiuso, come se avesse “qualche cosa„ da per tutto.

Mentre svoltavano a una cantonata, il segretario disse: — To’.... la maestrina.

Veniva innanzi una ragazza di forme pienotte, ma che si riconosceva anche di lontano giovanissima; vestita così tra la signorina e la figliuola del contadino agiato, con un gran cappello di paglia. Il maestro fu