Pagina:De Amicis - Il romanzo d'un maestro, Treves, 1900.djvu/29

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Le prime conoscenze 21

non c’imparano il bel nulla. Basti dire che non ci hanno nemmeno banchi, e la maestra tiene il libro fra le gambe, e fa leggere le bimbe in ginocchio.

Il segretario, imbarazzato, le disse che esagerava.

— Esagero? — saltò su la maestra. — Ma se lo sa tutto il paese! — E rivolgendosi da capo al maestro: — E il modo come tiene la disciplina, quella signora. Le basti sapere che, per punizione, fa ancor fare la croce con la lingua sopra i mattoni, e alle più grandi dà un colpo col ditale in mezzo alla fronte, — sì, signore, — tant’è vero che tutte le sue scolare son segnate lì, e si riconoscono per la strada. E ci vanno! E noti che il signor ispettore, che il primo anno non ne sapeva nulla, quest’anno ha ordinato di chiuder la scuola. Ma che pro? Voltate che ebbe le spalle, la scuola è stata riaperta, come fanno da per tutto. Mi potrebbe dire che non è vero? — domandò al segretario.

Questi stentò a trovar la risposta. — È vero e non è vero, — rispose, levandosi in piedi tra confuso e stizzito; — voglio dire: è una scuola e non è una scuola: vi s’insegna un po’ di catechismo e un po’ di cucito....

— Vi s’insegna, — ribattè la maestra, — tutto quello che non si deve e che non si sa, e si ride dei programmi e delle ispezioni: questo è quanto. È una scuola privata e tanto basta; il parasito.... come ha detto l’ispettore? il corrosivo della scuola pubblica. E se vuol che le dica un’altra verità, il perchè si tollera quella roba in barba alla legge e a dispetto di noi altri insegnanti.... Ma già, lei lo sa meglio di me, è inutile che glielo dica.

La verità, come seppe poi il giovane, era questa: che la signora in questione, una vecchia contadina che non ne sapeva più in là dell’alfabeto, era sorella dell’assessore Toppo, il quale tollerava la maestra per non aver da mantenere la sorella.

— In fin dei conti, — rispose il segretario insaccandosi nelle spalle, — io non ci ho che fare! — Poi, accomiatandosi, cercò di rabbonire la maestra, dicendole che aveva ragion di credere che quell’anno la scuola privata non si sarebbe riaperta.

— Ma se ci vanno già le bambine! — esclamò la Strinati, guardandolo in faccia, indignata.

— Si chiuderà prima di Natale, andiamo! — rispose