Pagina:De Amicis - Il romanzo d'un maestro, Treves, 1900.djvu/294

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32 L’ultimo anno ad Altarana

— Venga pure senza suggezione; è un uomo alla mano, che sa stare con tutti. — Il maestro rifiutò netto, rispondendo che non aveva bisogno di nessuno, e dando un’occhiata al biglietto di visita che la signora gli porgeva, non potè trattenere un sorriso nel leggere: — Tal dei tali, capo divisione al ministero dei lavori pubblici. — La signora rimase un po’ mortificata del rifiuto, e se n’andò, senza insistere. Ma poco prima ch’egli finisse la lezione, ritornò a sedere al posto solito. Era pure una singolare creatura! Pareva alle volte al maestro che lo guardasse con un’espressione di simpatia, ed egli pure la fissava; ma quella si riscoteva subito, e voltava gli occhi altrove, come per un ravvedimento improvviso, quasi che dicesse a sè stessa: — Ma che ti passa pel capo! Con un maestro!... — E poi lo tornava a guardare, ma sempre con cert’aria di benevolenza schietta, in cui appariva a momenti l’intenzione di piacere, ma non l’arte punto: pareva una donna che avesse il ticchio intermittente di far la civetta, per far come l’altre, ma che non sapesse, e che smettesse perchè capiva di non sapere.

E così egli avrebbe tirato innanzi le sue lezioni alla meglio, se la signora non glie n’avesse fatte due nuove, l’una sull’altra, veramente marchiane. Entrò una sera nella stanza come un soffio di vento, battendo le mani e sciamando: — Pvesto, Oscao, presto! È arrivato lo zio! Oggi niente lezione! — e vedendo il maestro seccato, s’affrettò a dirgli con gentilezza: — Oh, non si dia pensiero; conteremo la lezione lo stesso. — E scappò col ragazzo, senza lasciargli il tempo di rimbeccarla. Tornò il maestro due giorni dopo col proposito deliberato di darle una lezioncina di quelle che si ricordano, anzi con le parole bell’e pronte, e aguzzate per bene; senonchè la signora lo prevenne in una maniera impreveduta, avvicinandosegli tanto, con la sua sfacciataggine di miope, ch’egli ne senti l’alito caldo nel mento, e quella sensazione contenne il suo sdegno. — Stasera, — gli disse ella in tuono di confidenza, — abbiamo a pranzo molti villeggianti, per far onore allo zio; è venuto apposta da Torino mio marito, per una giornata. L’avrei invitato anche lei.... Per me sarebbe stato un piacere, pensi un po’.... e anche per mio marito. Ma con certe persone non si sa mai. Lo zio è un