Pagina:De Amicis - Il romanzo d'un maestro, Treves, 1900.djvu/315

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

Uno scolaro straordinario 53

der la via degli studi. Ma se ne sarebbero accorti i loro figliuoli quando di riforma in riforma, di concessione in concessione, si fosse venuti a quello che era inevitabile, alla consacrazione del diritto di tutti, non all’alfabeto, ma alla cultura, che avrebbe aperto tutte le strade ai ragazzi di tutte le classi. Avrebbero veduto allora che cosa volesse dire per i così detti uomini d’ingegno delle antiche classi privilegiate la concorrenza di tutti i nuovi ingegni che si sarebbero rivelati in una dozzina di milioni d’uomini esclusi fino allora dal concorso! — Ora — disse — vi lamentate già d’essere in troppi, e di dovervi mangiare l’un l’altro; ma quando irromperanno negli studi e andranno all’assalto delle alture sociali i figliuoli delle generazioni ignoranti, con appetiti più formidabili dei vostri, perchè aguzzati da secoli di digiuno, con forze cerebrali vergini e fresche, con un vigore di volontà corrispondente al vigore fisico, più originali, più tenaci, più ricchi di memoria di voi, che cosa potranno contro costoro i vostri figliuoli, che da voi avranno ereditato la stanchezza intellettuale, la tendenza al suicidio per una bocciatura, il sigaro Virginia a dieci anni, le piccole ambizioni piene d’affanno e vuote di forza, e mille pieghe viziose e raffinatezze bizantine del pensiero, e tutte le miserabili malattie nervose nate dall’abuso della vita ad alta pressione? Vedrete, voi altri che credete oramai ereditari e confinati nella borghesia l’ingegno e l’attitudine alle scienze e alle lettere, come faranno piazza pulita quei contadinelli dalle spalle larghe e dai pugni duri che porteranno negli studi il soffio nuovo della campagna e dell’opificio! Sarà la calata dei barbari giovani e affamati di cultura nelle scuole infracidite della decadenza... e vi passeranno sul corpo. Intanto io mando un soldato di più all’avanguardia.

E per suggellare il suo discorso chiamò il ragazzo ch’era nel giardino.

La comparsa di quel villanello rinfagottato nei panni di cittadino, e presentato dopo quella perorazione come una minaccia per la borghesia e un rigeneratore futuro della scienza, provocò uno scoppio fragoroso d’ilarità, che finì d’indispettire l’avvocato.

— Ridete pure, — esclamò; — i vostri figliuoli non rideranno.