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L’ispettore scienziato 127

suo buon sorriso, porgendo ai suoi ospiti due bicchieri d’acqua inzuccherata — io non ho mica i grossi stipendi che hanno loro.


L’ISPETTORE SCIENZIATO.


Di questi suoi colleghi il Ratti rivide una parte in occasione della visita dell’ispettore, il quale venne a Camina verso la fin di maggio; quando le scuole eran già mezze vuote. Il primo a saperne l’arrivo fu il maestro Reale, che da vari giorni, durante le lezioni, mandava due dei suoi monelli in vedetta sulla strada provinciale, un mezzo miglio fuor del paese. Ma il Ratti se lo vide entrare in scuola all’impensata, accompagnato dal parroco. Era un pezzo d’uomo, con un gran cappello di finto Panama e un enorme panciotto bianco; un viso raccolto e mobile ad un tempo di pensatore disordinato; di quegli uomini di talento e colti, ma dannosi o inutili, che pensando e operando sorvolano continuamente al proprio ufficio, come pezzi d’artiglieria puntati male che mandano la palla al di sopra del bersaglio. Era per il Ratti una varietà nuova dell’ispettore; la quale lo attirò più dell’altre, senza recargli, per questo, maggior vantaggio. Entrò, guardò, interrogò il maestro con modi affabili, e stette a sentire un po’ di lezione; fece egli stesso delle domande agli alunni; ma dal modo come si grattava il mento e girava gli occhi per aria, si capiva che prestava poca attenzione. A un tratto interruppe un alunno che aveva interrogato ed espose al maestro una sua teoria.

Egli era contrario all’idea della più parte dei pedagogisti, che si dovessero coltivare le facoltà dello spirito in maniera da impedir che l’una o più d’una prevalessero alle altre. Egli credeva che il maestro dovesse cercare in ogni ragazzo la facoltà dominante, la quale, più o men celata, esiste in tutti, e dedicarsi con ogni mezzo a fortificarla e a svolgerla, a farne nascere l’ambizione, la fiducia in sè, l’impulso allo studio, servendosi così di quella, come d’una leva, per innalzar tutte le altre. E seguitò un buon tratto, confutando di passaggio la teoria dell’eguaglianza delle intelligenze, del Jacotot.