Pagina:De Amicis - Il romanzo d'un maestro, Treves, 1900.djvu/453

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In casa del sindaco 191

subito e fece cenno al maestro di star a sentire, e benchè il delegato parlasse a bassa voce, il Ratti, stando seduto vicino all’uscio, potè intendere quasi ogni parola. — Son quasi tutti repubblicani, — diceva quegli con la sua voce agra di malcontento eterno. — Lo spirito rivoluzionario è nella natura stessa della professione. E il governo se la piglia con quelli che alzano le bandiere rosse nei comizi! Che sciocchezze! I nemici più seri delle istituzioni non sono quelli che vanno a blaterar nei teatri: son quelli che i comuni pagano di propria tasca, perchè avvelenino la gioventù. Vi dico che tirano su una generazione d’anarchici, che vi faranno saltare per aria. Intanto son loro che hanno messo il fuoco alle Romagne: è un fatto incontestato. Son tutti affigliati a qualche cosa. Non sono che i gonzi che si lasciano dar la polvere negli occhi dalle loro Società di mutuo soccorso, dalle Leghe per la diffusione dell’istruzione, e via discorrendo. Bisognerebbe vedere gli statuti segreti. E poi, son tutti in corrispondenza fra loro: non c’è classe della società che scribacchi più lettere e che abbia più giornali; tutti sono abbonati a uno almeno; tutti scrivono articoli. Lo sa lei che cosa scrivono?... Nemmeno io. I loro giornali non si vendono per le strade e non si trovano nei caffè; ma son più pericolosi per questo, perchè fanno il loro lavoro di sotto mano, senza far rumore. No?... Ma voialtri negate la luce del sole. Sono una gran setta formata di tante sette, discordi qualche volta su certe quistioni d’abbiccì, ma sempre concordi sulla gran quistione. Son tutti legati, vi dico. Provate a toccarne uno: urlano mille. Tutti propagandisti clandestini furibondi. Mi fate ridere. Vorrei che poteste sentire di dietro agli usci delle scuole, che razza di “variazioni„ fanno sulle materie d’insegnamento!

— Si saprebbe dai ragazzi, — disse una voce.

— Ma i ragazzi, — rispose il delegato, — o tacciono per paura o sono d’intesa con loro, che diavolo! I ragazzi sono anarchici per istinto. È più che naturale che vadan più d’accordo con loro che coi parenti. A questi lumi di luna! Dai vent’anni in giù tutto il paese cospira.

Alcuni risero.

— Sarò ridicolo, — continuò il delegato. — Continuate a andar avanti con la testa nel sacco. Io credo