Pagina:De Amicis - Il romanzo d'un maestro, Treves, 1900.djvu/474

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212 Bossolano

prima l’avesse decisa a telegrafare a suo marito che venisse a qualunque costo, non fosse che per due ore. — Capirà, — disse — che dopo quelle infami parole che ha detto quella scellerata donna in mezzo alla strada, in presenza di tanta gente, io dovevo per forza risolvermi ad agire. Le mie alunne hanno sentito; le parole so che furono ripetute, e che le male lingue hanno ricominciato a lavorare. Era tempo di finirla. Può pensare se mi fa pena di dover levare quell’uomo dalle sue occupazioni, tanto più che n’hanno bisogno, là a Torino, come del braccio destro. Ma come fare altrimenti? Posso io girare per il paese con l’atto di matrimonio in mano? abbassarmi a un tal punto? Così lo vedranno una buona volta, e sarà un’umiliazione per tutti. Faccia soltanto il Signore che quell’uomo così impetuoso, così geloso della dignità della sua famiglia, venendo qui, non si lasci trasportare a qualche atto.... Io tremo a pensarci. Subito dopo il telegramma, gli scrissi una lettera, supplicandolo che venisse con l’animo calmo, preparato a fare un grande sforzo per dominarsi. Spero che mi esaudirà. Ma badino di non guardargli sotto il naso: non dico altro. Intanto.... chiuderà tutte le bocche. Poi, a cose finite, le persone che hanno più lavorato a tener viva la calunnia, che sono persone alte del paese, — lei mi capisce, — avrò modo, per mezzo del signor senatore, a suo tempo, senza che nemmeno sappiano donde verrà la botta, di far che se ne pentano più che dei propri peccati. Mio marito arriverà domenica mattina. Se lei mi favorirà a casa, sarò contenta di presentarglielo. Son sicura che non le dispiacerà d’“averlo conosciuto da vicino.„


La notizia dell’arrivo si sparse; si seppe pure il dì prima che la coppia coniugale sarebbe andata alla messa delle undici per esser veduta da tutti; e alcuni di coloro che avevan negato ad alta voce l’esistenza del marito, furon presi da una certa inquietudine, pensando che quest’incognito poteva essere un pezzo d’uomo iracondo e brutale, che la moglie avrebbe spinto a fare delle vendette. Ma qual disinganno! All’apparire del marito, che entrò in chiesa dando il braccio alla moglie e la mano al bambino, corse un mormorio di stupore e un sorriso per tutte lo bocche. Il tanto prean-