Pagina:De Amicis - Il romanzo d'un maestro, Treves, 1900.djvu/479

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Un grande dolore 217

la bimba, a un cenno, si ritirò, la madre corse a chiuder l’uscio, e tornando verso il maestro, ruppe in singhiozzi da squarciarsi il petto. Il maestro non ebbe tempo di finire una domanda, ch’essa gli mise la lettera in mano, dicendogli: — Lei è un fratello per noi, mi fido di lei, legga, mi dia un consiglio, io impazzisco! — Era una lettera raccomandata, scritta alla signora Delli dalla padrona di casa di suo figlio, una signora Beisson, sua conoscente; la quale, dopo una lunga introduzione piena di parole di rammarico e di conforti anticipati, le rivelava, senza accennare ai particolari, come le fossero venute a mancare duecento cinquanta lire, del che non s’era accorta che da due giorni, e in qual maniera fosse venuta a scoprire dopo poche ore, che, pur troppo, le aveva distratte, con l’intenzione di restituirle, senza dubbio, il suo figliuolo Norberto, il quale da un po’ di tempo s’era lasciato tirare in cattive compagnie; che il figliuolo stesso, interrogato da lei a quattro occhi, aveva confessato l’imprudenza con una sincerità che gli faceva onore, e mostrandosi pentito e addoloratissimo; che essa avrebbe voluto tacer la cosa anche ai parenti, come con tutti l’aveva taciuta, e ne dava la sua sacra parola; ma che la somma essendo stata spesa, e trovandosi essa a corto di danari, anzi stretta da bisogni urgenti, si trovava nella dura necessità di pregar la famiglia che la rimborsasse; la qual cosa, conoscendo le persone con cui aveva che fare, essa non dubitava punto che sarebbe stata fatta al più presto. E terminava dicendo che aveva stimato più prudente di scrivere alla signora, pel caso che questa credesse opportuno di nascondere il fatto al marito, ma che, in ogni modo, pregava l’uno e l’altro di non accorarsi più del ragionevole, non trattandosi che d’una leggerezza di gioventù, che non aveva alcuna importanza, e che sarebbe rimasta ignorata da tutti. Letta appena la lettera, il Ratti, pensando al padre, ebbe una scossa al cuore, e il suo turbamento accrebbe la disperazione della donna. — Ha letto? — gridò questa, riafferrando il foglio e torcendolo fra le mani. — Dio mio! Dio mio! Se una cosa simile doveva accadere a noi! Ma dica lei se è possibile! Il mio Norberto! Il mio figliuolo! Se lo risà mio marito! Io vorrei piuttosto morire! Come