Pagina:De Amicis - Il romanzo d'un maestro, Treves, 1900.djvu/53

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Un nuovo nemico 45

di canonica era un tipo, del quale egli avrebbe trovato più d’un esemplare nel corso della sua vita magistrale. Aveva da anni l’intestatura di voler governare dall’alto le cose dell’istruzione pubblica, stimolata in quell’ambizione dall’esempio d’una sua cugina, serva pure d’un parroco, nel vicino comune di Montegiallo, la quale aveva esercitato per un tempo un’indiretta dittatura scolastica, e finito poi con suscitare un casa del diavolo entrando un giorno in iscuola a fare un partaccione a una maestra. Per buona fortuna, il vecchio parroco di Garasco, uomo sensato e amante della pace, non si prestava alle sue mire: essa lo andava inutilmente istigando da due anni perchè, fra l’altre cose, obbligasse gl’insegnanti ad accompagnare e a invigilare gli alunni alle funzioni di chiesa. Ma faceva quel poco che poteva. Passando davanti alle scuole, con la sporta al braccio, alle ore d’entrata e d’uscita, si soffermava a osservare il contegno degli alunni, con un’aria d’ispettrice, e andava a riferire al Toppo, quando seguivan dei disordini. Fermava per i campi gli scolari scamiciati, e se non avevano medaglia o abitino al collo, diceva loro: — Vanno dunque così, come i cani, gli alunni del maestro tale? — Ora s’era accanita contro di lui principalmente perchè non la salutava per la strada, mentre il suo predecessore le faceva tanto di cappello: questo l’aveva offesa mortalmente. Del resto, la sua idea fissa era che, oltre a don Leri, anche l’altro maestro dovesse essere un prete, un pretino giovane, di suo gusto: non voleva maestri laici. Contro il Ratti, frattanto, andava dicendo roba da chiodi nei crocchi delle comari: che avevan mandato per maestro a Garasco un ragazzaccio senza fede, il quale non si scopriva neanche il capo davanti alle chiese e lasciava bestemmiare i ragazzi; che anzi li consigliava a non portare al collo immagini sacre; che le sue corse frequenti alla città erano uno scandalo, perchè capivan tutti che cosa v’andasse a fare; che se il parroco era troppo buono e taceva, toccava ai parenti a metterci riparo, e che se nessun altri se la fosse presa a petto sarebbe riuscita essa sola a ripulire una buona volta la scuola. Di tutto questo, essendo certo di dover lasciare il villaggio, il giovine non si diè gran pensiero; ma si propose di guardar in faccia la sua nemica, la