Pagina:De Amicis - Il romanzo d'un maestro, Treves, 1900.djvu/71

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Questione sociale 63

zione? Certo, c’erano i compensi dalla coscienza; ma, in una società così fatta, non sarebbe stato sempre egualmente in un canto, avrebbe mai avuto altro che umiliazioni?

Addentrandosi in questo pensiero, s’inasprì, e perdette a grado a grado, nella compagnia che frequentava, quella serenità giovanile, che lo aveva reso da principio, come pensava lui, tollerabile. Cominciò a far capire che s’accorgeva di certe negligenze, che sentiva male certe mancanze, anche involontarie, di riguardo. Dal che nacque, come accade sempre in casi simili, che quelle negligenze si mutarono in freddezze, e quelle mancanze di riguardo involontarie, in piccoli sgarbi voluti. Allora il suo orgoglio fece sangue, e non ci potendo reggere, egli si tirò in disparte. Ma la solitudine lo inasprì ancora di più. Fino allora egli non s’era mai appassionato, non avendo una cognizione sufficiente delle cose, per la quistione dell’ordinamento sociale: se un’idea aveva avuto al proposito, udendo certi discorsi degli operai di suo padre o di gente di campagna, leggendo dei giornali per caso, non era che un’idea negativa e confusa: non riusciva a capire come si potesse credere e affermare che la miseria dei milioni fosse prodotta dal superfluo di qualcheduno, e affacciatosi appena col pensiero a quel campo, si arrestava al vecchio argomento della divisione delle ricchezze, che farebbe tutti poveri a un modo. Ma ora ritornava di proposito, meditando, su quella quistione, non con maggiori idee di prima, ma con una passione che gliene faceva cercare, e di contrarie affatto a quelle che, vagamente, aveva avute per l’addietro. Non trovando però nel suo capo come si dovesse architettare e si potesse costrurre l’edifizio nuovo, che in una idea netta e soddisfacente si sarebbe quetata alquanto, come in una speranza, la sua irritazione, con tanto maggior acrimonia gli veniva fatto d’odiare l’edifizio vecchio, e tanto era l’acrimonia più forte in quanto si poteva posare sopra persone determinate, e alimentare di ricordi freschi dell’orgoglio ferito. Cercando uno sfogo in ogni modo, si proponeva di educare d’ora innanzi a quelle idee i suoi ragazzi, di accendere in loro la propria passione, di vendicarsi almeno con le piccole armi che la società gli metteva in mano. Ma nell’atto