Pagina:De Amicis - Il romanzo d'un maestro, Treves, 1900.djvu/86

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78 Avventure di terra e di mare

incominciò la via crucis. Il prete suo nemico, visto la strada libera, fabbrica delle false lettere, che presenta al sindaco, dicendole scritte a lui dalla maestra; il sindaco la prega di dare le sue dimissioni; essa si difende, non è creduta, è forzata a dimettersi, e move querela contro il prete. Costui, impaurito, la supplica di ritirare la querela, essa rifiuta, egli s’imbestia, e la fa pigliare a sassate dai ragazzacci, uno dei quali ferisce al capo la sua serva.

Il maestro fece un atto d’indignazione.

— Eh! non è nulla ancora, — riprese la cugina. A questo punto, non vedendo altra via di salvamento, scrissi a mio padre a Torino che mi mandasse dei denari per tornar subito a casa. Mio padre mi rispose che non gli pareva decoroso ch’io lasciassi il paese prima della fine dell’anno scolastico. Che potevo fare? Chinai il capo, ritirai la querela. Ma si trattava di vivere. Misi su una scuola privata. Siccome le ragazze mi volevan sempre bene, vennero da me un’ottantina, e l’altra maestra, quella che m’aveva sostituito, moglie d’un impiegato arrivato di fresco al paese, rimase con sette od otto. Di qui nacque la rivalità. Le mie ragazze, per la strada, sbeffeggiavano la mia collega; le alunne di lei s’accapigliavano con le mie. Il municipio, che proteggeva quella, ordinò a me di chiuder la scuola. Ed eccomi un’altra volta per terra. Mi diedi a lavorare, facevo scarpettine per bimbi, corredi per battesimi, cappelline: i sarti mi mandavan roba da cucire pei ragazzi: guadagnavo tanto da tenermi in piedi. Ma non sempre. Dei giorni non avevo da mangiare; dovevo vender la mia roba, m’ero ridotta a dormire sopra un pagliericcio. — Ed esclamò con uno scatto d’allegrezza: — Ah! mi par d’essere una gran signora, adesso.

Poi continuò. Mentre andava stentando il boccone a quel modo, scriveva al provveditore, raccontandogli le sue miserie. Ma.... sì! il provveditore era lontano, non credeva a tutto, riceveva informazioni contradittorie, rispondeva: vedremo, provvederemo. Alcuni, in paese, le consigliavano d’andarsene in qualunque maniera. Ma in quale maniera, se non aveva un centesimo! Quelli furon giorni segnati con tante stilettate nel suo cuore. Poi le venne un po’ di fortuna da una