Pagina:De Amicis - Il romanzo d'un maestro, Treves, 1900.djvu/92

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84 Piazzena

ottimamente amministrato, benchè come tutti, diviso in due partiti, piuttosto vivi. — Ma lei — gli disse — non se ne occupi; vada franco tra la gente e frequenti chi le piacerà, perchè tanto anche a viver solitario, a far l’amico di tutti, in uno dei due partiti lo tireranno, o sarà malvoluto dall’uno e dall’altro, se le riuscirà di tenersi fuori di tutti e due. Un maestro di villaggio che non si decide per alcuna parte, creda, si fa nemico persin l’inserviente comunale. Veda di adattarsi a certe esigenze del signor parroco, per evitare attriti. Faccia lo stesso col sindaco, che ha certe sue fissazioni (e sorrise) in materia di grammatica, ma che, in fondo, è un uomo eccellente. Troverà un ottimo locale delle scuole. — Poi gli diede dei consigli pratici intorno ai bottegai, dai quali avrebbe dovuto servirsi, se contava di far cucina da sè. C’era un consigliere macellaio, uno droghiere; il soprintendente, marito d’una cugina del sindaco, era il primo pizzicagnolo del paese: sarebbe stato prudente che mandasse a comperar da loro, piuttosto che da altri. — Insomma — concluse — con un poco di tatto, e non dando gran peso alle chiacchiere che sentirà da ogni parte, si troverà bene fra noi. E potrà farsi onore. —


Il maestro pose mente soprattutto al consiglio che rifletteva i partiti; il quale era più assennato che non credesse, perchè già, per il solo fatto ch’ei doveva arrivare a Piazzena con una lettera per don Pirotta, e un mese avanti si sapeva, l’avevano ascritto tutti al partito di lui. Il partito dominante era quello che chiamavano il partito del parroco; fra il quale e il Pirotta, cappellano d’una Confraternita e fondatore d’un asilo infantile, che gli aveva fruttato la croce di cavaliere, correva una viva animosità, nata da una lotta dell’anno avanti. Geloso dei trionfi oratori del Pirotta, che gli vuotava la chiesa parrocchiale, il parroco aveva proibito che s’aprisse di sera la chiesa della Confraternita, durante le funzioni del mese di Maria; ma i confratelli avendo ricorso al vescovo, questi aveva dato alla Confraternita piena libertà di celebrare. Donde le ire del parroco. Il quale, per altro, aveva preso ben presto la sua rivincita, riconquistando il favore del vescovo,