Pagina:De Amicis - Marocco.djvu/291

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fez 281


Il simpatico giovane intavolò subito la conversazione per mezzo di Mohammed Ducali.

Fissò gli occhi in viso all’Ussi e domandò sottovoce chi era.

— È il signor Ussi, — rispose il Ducali, — gran maestro di pittura.

— Dipinge colla macchina? — domandò il giovane.

Voleva dire la macchina fotografica.

— No signore; — rispose l’interprete — dipinge a mano.

Parve che dicesse tra sè: — che peccato! — e rimase un momento sopra pensiero. Poi disse: — Domandavo.... perchè colla macchina si lavora più preciso.

Il Comandante pregò il Ducali di domandargli in che punto di Fez si trovasse la fontana chiamata di Ghalù, dal nome d’un ladro che Edriss, il fondatore della città, fece inchiodare in un albero vicino. Il giovane segretario si mostrò altamente meravigliato che il Comandante sapesse questo particolare storico, e gli fece domandare in che maniera lo aveva saputo.

— L’ho letto nella storia del Kaldun, — rispose il Comandante.

— Nella storia del Kaldun! — esclamò il giovane. — Avete dunque letto la storia del Kaldun! Vuol dire dunque che sapete l’arabo! E dove avete trovato quest’istoria?