Pagina:De Amicis - Marocco.djvu/301

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fez 291


il Fiume delle perle e ci trovammo nel luogo destinato al ricevimento, dove si discese tutti da cavallo.

Era una vastissima piazza rettangolare, chiusa su tre lati da alte muraglie merlate e da grosse torri; sul quarto lato, dal Fiume delle perle. Nell’angolo più lontano da noi s’apriva una stradicciuola, fiancheggiata da due muri bianchi, che conduceva ai giardini e alle case del Sultano, completamente nascoste dai bastioni.

La piazza, quando v’arrivammo, presentava un aspetto ammirabile.

Nel mezzo v’era una folla di generali, di cerimonieri, di magistrati, di nobili, d’ufficiali, di schiavi, arabi e neri, tutti vestiti di bianco, divisi in due grandi schiere, l’una di fronte all’altra, alla distanza d’una trentina di passi.

Dietro una di queste schiere, dalla parte del fiume, erano disposti in fila tutti i cavalli del Sultano, grandi e bellissimi, bardati di velluto ricamato d’oro; ciascuno tenuto da un palafreniere armato. A un’estremità della schiera dei cavalli, c’era una piccola carrozza dorata, che la regina d’Inghilterra regalò all’Imperatore; il quale la fa mettere in mostra in tutti i ricevimenti.

Dietro i cavalli, e dietro l’altra schiera dei personaggi della corte, si stendevano due file lunghissime di guardie dell’Imperatore, vestite di bianco.