Pagina:De Amicis - Marocco.djvu/329

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fez 319


— Perchè non vi calzate? — domandai a una delle vecchie.

— Come! — mi domandò alla sua volta, meravigliandosi — non sa ella dunque che gl’Israeliti non possono portare le scarpe che nel Mellà, e che, entrando nella città mora, debbono andare a piedi nudi?

Rassicurate dall’Ambasciatore, si calzarono.

Così è infatti. Non sono assolutamente obbligati ad andar sempre a piedi nudi; ma dovendo levarsi le babbuccie quando passano per certe strade, davanti a certe moschee, accanto a certe cube, finisce per essere lo stesso. E non è questa la sola nè la più umiliante vessazione a cui vanno soggetti. Non possono testimoniare in giudizio, e debbono prostrarsi a terra parlando davanti ai tribunali; non possono possedere terreni o case fuori del loro quartiere; non possono andare a cavallo per la città; non possono alzar la mano sopra un mussulmano nemmeno per difendersi, eccetto il caso in cui siano assaliti in casa propria; non possono vestirsi che di colori oscuri; debbono portare correndo i loro morti al cimitero, debbono domandare al Sultano il permesso di sposarsi, debbono rientrare nel Mellà al tramonto del sole, debbono pagare la guardia mora che veglia alle porte del loro quartiere, debbono presentare dei ricchi doni al Sultano nelle quat-