Pagina:De Amicis - Marocco.djvu/402

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Stàmattina Selam mi raccontò, a modo suo, la storia famosa del brigante Arusi; una delle infinite istorie che girano di bocca in bocca dal mare al deserto; fondata però sopra un fatto vero e recentissimo, di cui molti testimoni vivono ancora.

Poco dopo la guerra colla Francia, il Sultano Abd-er Rahman mandò un esercito a castigare gli abitanti del Rif che avevano incendiato un bastimento francese. Fra i varii sceicchi, a cui il comandante dell’esercito intimò di denunziare i colpevoli, ce ne fu uno, chiamato Sid-Mohammed-Abd-el-Djebar, già innoltrato negli anni, il quale, essendo geloso d’un tale Arusi, giovane valoroso e bellissimo, lo rimise, benchè innocente, nelle mani del generale, affinchè lo conducesse nelle carceri di Fez. Fu infatti condotto a Fez, ma non stette in prigione che un anno. Rilasciato in libertà, andò a Tangeri. Stette qualche tempo a Tangeri e poi tutt’a un tratto scomparve, e per un pezzo nessuno seppe più notizie di lui. Ma poco dopo la sua disparizione, si cominciò a parlare in tutta la provincia del Garb d’una banda di ladri e d’assassini che infestava la campagna fra Rabat e