Pagina:De Amicis - Marocco.djvu/442

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al padrone; parenti armati, ragazzi, serve nere con bimbi in braccio, servi arabi a piedi, con fucili sulle spalle; mule ed asini carichi di materasse, di guanciali, di coperte, di piatti, d’involti; e infine altri servi a piedi che portavano gabbie con dentro canarini e pappagalli. Le donne, passandoci accanto, si ravvolsero meglio la testa nel caic, il negoziante non ci guardò, i parenti ci diedero un’occhiata diffidente, e due bambini si misero a piangere. Da questi spettacoli, però, ci distrasse il terzo giorno un avvenimento assai triste. Il povero dottore Miguerez, assalito alla seconda tappa da dolori di sciatica atrocissimi, dovette essere trasportato a Mechinez sopra una lettiga fabbricata alla meglio con una branda e due travi di tenda, e appesa alla groppa di due mule; e questo mise in tutti una profonda tristezza. La carovana si divise in due. Non si può dire quanto stringesse il cuore il vedere, come vedevamo spesso, apparire dietro di noi sulla sommità d’un’altura e scendere lentamente quella lettiga, circondata di soldati a cavallo, di mulattieri, di servi, d’amici, tutti gravi e silenziosi come un corteo funebre; e di tratto in tratto fermarsi e chinarsi tutti sull’infermo; e poi rimettersi in cammino, accennando a noi lontani che il nostro povero amico peggiorava! Era uno spettacolo doloroso, ma ad un tempo bello e gen-