Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/105

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102 ricordi di parigi.


soggiogate, schiacciate da una forza sovrumana e invisibile, è resa con una potenza che mette in cuore lo sgomento misterioso del prodigio. Di­nanzi a cento altri quadri, passo frettolosamente, spinto dall’impazienza di arrivare all’Italia, dove trovo una folla sorridente che amoreggia colle statue. Sento uno che brontola: — E dire che tutte queste cosettine ci vengono dalla patria di Michelangelo! — Ma tutti i visi intorno espri­mono un sentimento d’ammirazione amorosa e serena. Davanti ai quadri del De Nittis, il pit­tore ardito e fine di Parigi e di Londra, c’è un gruppo di curiosi che si disputano lo spazio; e s’indovina dal movimento dei volti, dalla vivacità dei gesti, dalla concitazione dei dialoghi, quel cozzo forte di giudizi contrarii, da cui scaturiscono le scintille che vanno a formare le aureole. Un tale dice: — Belle pagine di giornale illu­strato! — Ma l’aria dei boulevards si respira, l’umidità del Tamigi si sente, l’ora s’indovina, i visi si riconoscono, tutta quella vita si vive. Nel-