Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/106

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uno sguardo all'esposizione. 103


l’altra sala guardo intorno se c’è il Pasini per gri­dargli: — Salve, o fratello del sole! — Il suo forte e splendido Oriente è là, vagheggiato da cento occhi pensierosi. E vorrei vedere il Michetti, quel caro viso di scapigliato di genio, per stringergli la guancia tra l’indice e il pollice, e dir­gli che adoro le gambine pazze delle sue ba­gnanti e l’azzurro favoloso della sua marina. Ed ecco finalmente Jenner. Qui osservo una cosa singolare. La gente che entra con un sorriso sulle labbra, si ferma e corruga la fronre. Tutti visi, fuggitivamente, riflettono il viso intento e risoluto di Jenner, come se tutti, per un mo­mento, si sentissero nelle mani la lancetta bene­fica del dottore e il braccio renitente del bam­bino; e tutti pensano, e nessuno parla, e chi s’è già allontanato, o si sofferma o ritorna, come tirato indietro a forza dal filo tenace d’un pen­siero. Che cara soddisfazione! E ne provo un’al­tra subito nella sala vicina incontrando il viso onesto e benevolo del Monteverde il quale mi ac-­