Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/134

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vittor hugo 131


sua famiglia: tutti i rami della quercia caddero l’un sull’altro fulminati; il vecchio tronco rimase saldo ed immobile. Egli passò per tutto le prove: fu povero, fu perseguitato, fu proscritto, — solo — vagabondo — vituperato — deriso; ma continuò impassibilmente, con una ostinazione mera­vigliosa, il suo enorme lavoro. In tempi in cui pareva finito, si rialzò tutt’a un tratto, trasfigurato, con opere piene di nuove forze e di nuove promesse. Su tutte le vie della letteratura mise l’impronta dei suoi passi giganteschi. Non tentò, assalì tutti i campi dell’arte, e v’irruppe tempestando, rovesciando, sfracellando, lasciando da ogni parte le traccie di una battaglia. Alla tribuna, nel teatro, in tribunale, in patria, in esilio, nella poesia e nella critica, giovane e settuage­nario, fu sempre ad un modo, audace, ostinato, sfrenato, provocatore, rude, furioso, selvaggio. E suscitò degli eserciti di nemici, ma si trascinò dietro degli eserciti. Una legione di scrittori fa­natici e devoti gli si strinse e gli si stringe in-­