Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/170

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vittor hugo. 167


-tiene dal presentarci a un uomo orgoglioso che am­miriamo, non è, in fondo, che un sentimento d’or­goglio. Poi si pensa a quanti scrittori misera­bili di mente e di cuore, a quanti pedanti fradici e impotenti, a quanti imbrattacarte sconosciuti di villaggio non si sentono da meno di Vittor Hugo. E infine ci si dice che è una pazza presunzione la nostra, di credere che a noi, messi in luogo suo, non darebbe punto al capo la gloria di primo poeta d’Europa. E allora si ripiglia coraggio. Ma pure è una cosa che spaventa quel presentarsi là sconosciuti, senz’altra scusa che l’impulso del cuore, davanti a un uomo famoso nel mondo, nella grande città che lo festeggia, in casa sua, in mezzo a una folla di ammiratori, per dirgli.... che cosa? Voglio vedervi!