Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/173

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170 ricordi di parigi.


-viso, come se fino allora avessi pensato a tutt’altro, mi trovai ai piedi dell’ultima branca di scala, in faccia alla porta. Allora non so come, brusca­mente, tutte le paure sparirono. Sentii un impulso potente che mi diedero insieme mille ricordi dell’adolescenza e della giovinezza, il sangue mi diede un tuffo violento, Cosetta mi mormorò: — Coraggio!— Ernani mi disse: — Sali! — Gen­naro mi gridò: — Suona! — E suonai. — Dio eterno! Mi parve di sentir sonare a distesa, per un quarto d’ora filato, la gran campana di Nôtre Dame, e stetti là trepidante come se quel suono dovesse aver messo sottosopra mezza Parigi. Fi­nalmente nello stesso punto sentii l’impressione d’un pugno nel petto e vidi spalancarsi la porta. Mi trovai dinanzi una governante, una bella donna, vestita con garbo. In un angolo dell’anticamera due servitori lucidavano dei candelieri d’argento. Per una porta aperta si vedeva in un’altra stanza una tavola mezzo sparecchiata, con un giornale nel mezzo. Cose insignificanti e indimenticabili.