Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/238

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emilio zola. 235


tutti coloro che sorseggiano i libri con un pa­lato letterario, ci sentirono della forza, ci trova­rono del bello e ci presentirono del meglio; ma non sospettarono che ci fosse sotto un roman­ziere di primo ordine. Lo Zola se ne indispettì, e gettò allora un guanto di sfida a Parigi, pub­blicando quella famosa Curée in cui è manifesta la risoluzione di levar rumore a ogni costo; quello splendido e orrendo saturnale di mascal­zoni in guanti bianchi, in cui il meno turpe de­gli amori è l’amor d’un figliastro per la matrigna e la donna più onesta è una mezzana. Il ro­manzo, infatti, fece chiasso; si gridò allo scan­dalo, come si grida a Parigi, per educazione; ma si lesse il libro avidamente, e quel nome esotico di Zola suonò per qualche tempo da tutte le parti. Ma non fu nemmen quello un successo come egli aspettava o desiderava. E fu anche minore per i romanzi posteriori. Lo spaccio era scarso; la cerchia dei lettori, ristretta, e lo Zola, che sentiva in se l’originalità e la forza d’un ro­-