Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/265

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262 ricordi di parigi.


-sciuta dall’autore. Tutto scritto in caratteri grossi e chiari, e con ordine.

Poi mi caddero sotto gli occhi gli schizzi dei luoghi, fatti a penna, accuratamente, come un disegno d’ingegnere. Ce n’era un mucchio: tutto l’Assommoir disegnato: le strade del quartiere in cui si svolge il romanzo, colle cantonate, e coll’in­dicazione delle botteghe; i zig-zag che faceva Gervaise per scansare i creditori; le scappate do­menicali di Nana; le pellegrinazioni della comi­tiva dei briaconi di bastringue in bastringue e dibousingot in bousingot; l’ospedale e il macello, fra cui andava e veniva, in quella terribile sera, la povera stiratrice straziata dalla fame. La gran casa del Marescot era tracciata minutissimamente; tutto l’ultimo piano; i pianerottoli, le finestre, lo stam­bugio del becchino, la buca di père Bru, tutti quei corridori lugubri, in cui si sentiva un souffle de crevaison, quei muri che risonavano come pancie vuote, quelle porte da cui usciva una perpetua musica di legnate e di strilli di mioches morti di