Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/274

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emilio zola. 271


subito, — nulla, se non si fa chiasso. Bisogna essere discussi, maltrattati, levati in alto dal bol­lore delle ire nemiche. Il parigino non compra quasi mai il libro spontaneamente, per un sen­timento proprio di curiosità; non lo compra che quando glie ne hanno intronate le orecchie; quando è diventato come un avvenimento da cronaca, del quale bisogna saper dir qualche cosa in conver­sazione. Pur che se ne parli, comunque se ne parli, è una fortuna. La critica vivifica tutto; non c’è che il silenzio che uccida. Parigi e un oceano; ma un oceano in cui la calma perde, e la bur­rasca salva. Come si può scuotere altrimenti l’in- differenza di questa enorme città tutta intenta ai suoi affari e ai suoi piaceri, ad ammassar quat­trini e a profonderli? Essa non sente che i ruggiti e le cannonate. E guai a chi non ha co­raggio!

È quello che mi diceva il Parodi: — Qui non si stima chi mostra di non stimare sè stesso. Per prima cosa bisogna affermare risolutamente