Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/275

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272 ricordi di parigi.


il proprio diritto alla gloria. Chi si fa piccino, è perduto. Guai al modesto!

E lo Zola non è modesto, orgoglioso: è schietto. Colla stessa schiettezza con cui rico­nosce i lati deboli del suo ingegno, come si è visto, ne dice i lati forti. Parlando dei suoi studi dal vero dice: — Non ho però bisogno di veder tutto; un aspetto mi basta, gli altri li indovino; qui sta l’ingegno. — Quando scriveva la Page d’amour, diceva: — Farò piangere tutta Parigi. — Difendendo una sua commedia caduta dice: — Perchè è caduta? Perchè il pubblico s’aspet­tava dall’autore dei Rougon-Macquart una com­media straordinaria, di primissimo ordine; qual­cosa di miracoloso. — Ma dice questo con una sicurezza e con una semplicità, che non vien nemmeno in capo di accusarlo di presunzione. E in ciò si rivela appunto la sua natura italiana, meno inverniciata della francese, come si rivela nelle sue critiche, in cui dice le più dure cose senza giri di frase e senza epiteti lenitivi, e