Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/312

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

parigi. 309


garbo la descrizione d’una santa comunione e l’aneddoto dell afille aux cheveux carotte, si sente in dovere di levare un grido d’indignazione. E dove s’è mai vista una letteratura più spasimante per il blasone; scrittori che si lascino venire cosi ingenuamente l’acquolina sulle labbra al suono di un titolo gentilizio, e che mettano più stemmi e più boria aristocratica nelle loro creazioni? Quando ci libereranno dai loro eterni visconti e dalle loro eterne marchese questi ostinati frusta-salotti? Non ce n’hanno ancora imbanditi abba­stanza di quei loro «protagonisti» nobili, gio­vani, belli, spiritosi, coraggiosi, spadaccini, irre­sistibili, che hanno tutti i doni di Dio «même une jolie voix de ténor?» E ghiotti di ciondoli, Dio buono! Quel povero Paul de Kock, che a settantaquattro anni scrive venti pagine per pro­vare che non gl’importa nulla di non aver rice­vuto la Legion d’onore, e ha quasi voglia di piangere! E dov’è un altro paese democratico, in cui gli scrittori coprano d’un ridicolo così san­-