Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/317

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
314 ricordi di parigi.


-pista vi domanda se Civitavecchia è rimasta al Papa. Il buon padre di famiglia vede i briganti col fucile a tracolla che fumano tranquillamente un Avana davanti al Caffè d’Europa a Napoli. Il gentiluomo è stato in Italia, senza dubbio; ma per poter causer Italie colla bella signora, nel vano della finestra, dopo desinare; o per appen­dere il ciondolo Italia alla catenella delle sue co­gnizioni, e farlo saltellar nella mano nei mo­menti d’ozio, con quelle solite formule, che ogni Francese possiede, sul paesaggio, sul quadro e sull’albergo. Il famoso De Forcade diceva del Manzoni, a tavola: — Il a du talent. — Quasi vi domanderebbero: — Ma che proprio si può na­scere in Italia? — Quest’idea d’esser nato a Pa­rigi, d’aver avuto questo segno di predilezione da Dio, sta in cima a tutti i pensieri del Pari­gino, come una stella, che irradia tutta la sua vita d’una consolazione celeste. La benevolenza ch’egli dimostra a tutti gli stranieri, è ispirata in gran parte da un sentimento di commiserazione, e i