Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/318

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parigi. 315


suoi odii contro di essi non sono profondi, ap­punto perchè considera i suoi nemici abbastanza puniti dalia sorte, che non li fece nascere dove egli è nato. Perciò adora tutte le fanciullaggini e tutti i vizii della sua città, e ne va superbo, solo perchè sono fanciullaggini e vizii di Parigi, che per lui sta sopra alla critica umana. E si può dare una città capitale che sputi più auda­cemente in faccia al popolo della provincia, rap­presentato dai suoi scrittori come un ammasso di cretini? e scrittori che incensino la loro città con una impudenza più oltraggiosa, non solo per ogni altro amor proprio nazionale, ma per la di­gnità umana? E vi dicono in faccia, dal palco scenico, che i fumi dei suoi camini sono le idee dell’universo! Tutti sono prostrati col ventre a terra davanti a questa enorme cortigiana, madre e nu­trice di tutte le vanità; della vanità smaniosa di piacerle, prima fra tutte, di ottenere da lei, a qualunque costo, almeno uno sguardo; di quella va­nità vigliacca che spinge uno scrittore a dichia­-