Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/50

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uno sguardo all'esposizione. 47


di discese di grotte, d’acquarii, di fontane, di scali, di viali fiancheggiati da statue: una mi­niatura di mondo; una pianura e un’altura su cui ogni popolo della terra ha deposto il suo ba­locco; un presepio internazionale, popolato di botteghe e di caffè africani ed asiatici, di villini, di musei e d’officine, in mezzo alle quali una piccola città barbaresca alza i suoi minareti bian­chi e le sue cupole verdi, e i tetti chinesi, i chioschi di Siam, le terrazze persiane, i bazar di Egitto e del Marocco, e innumerevoli edifizi di pietra, di marmo, di legno, di vetro, di ferro, di tutti i paesi, di tutte le forme e di tutti i co­lori, sorgono l’uno accanto all’altro e l’un sul­l’altro, formando come un modellino di città co­smopolita, fabbricata, per esperimento, dentro a un gran giardino botanico, per esser poi rifatta più grande. Rappresentatevi questo spettacolo e la popolazione stranissima di venditori e di guar­diani che lo anima: tutti quei neri ambigui, que­gli arabi impariginati, quell’orientalume ritinto,