Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/59

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56 ricordi di parigi.


straricca e fedele alle sue tradizioni, e l’osser­vazione variatissima di un popolo sparso per tutta la terra; e qui si sente l’aria delle grandi offi­cine di Manchester, là si vive un istante in un castello delle rive del Tamigi, più in là spira la poesia intima e quieta dell’home modesto, che aspetta la fortuna dal navigatore lontano. Si passa fra le grandi alghe marine del Capo di Buona Speranza, fra i canguri e gli eucalipti di Vic­toria e della Nuova Galles, fra i minerali di Queensland, fra i gioielli bizzarri dell’Australia del Sud, tra un’esposizione interminabile di flore, di faune, di industrie e di costumi di tutte le co­lonie dell’immenso regno, e non s’è ancora ar­rivati in fondo che s’è già fatto cento volte col pensiero il giro del globo, e s’è sazii. Ma ogni cambiamento di «sezione» fa l’effetto di una rinfrescata alla fronte. Cento passi più in là, è un altro mondo. Vi trovate improvvisamente da­vanti a uno spettacolo nuovissimo. È da ogni parte un sollevarsi e un abbassarsi di letti chi-