Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/73

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70 ricordi di parigi.


in una chiesa, ora in un’Accademia. La Francia si prese, in spazio, la parte del leone; ma seppe mostarsene degna. Una delle mostre più belle è quella dei cristallami, in una vastissima sala bianca e azzurrina, che attira gli sguardi da tutte le parti. È una foresta di cristallo inondata di luce, un palazzo di ghiaccio traforato e niellato, tutto trasparenza e leggerezza, nel quale brillano i colori di tutti i fiori e di tutte le conchiglie, e lampeggia l’oro e l’argento, fra un barbaglio dif­fuso di scintille diamantine e un’incrociamento d’iridi infinite, che fa socchiudere gli occhi. La­scio ad altri la descrizione dei grandi lampadarii dalle miriadi di prismi, dei candelabri e dei vasi cesellati, delle bottiglie e delle tazze elegantis­sime color di cielo, di sangue e di neve, delle imitazioni di Murano del Baccarat e dei famosi vetri smaltati del Broccard. Io mi ristringo ad esprimere una matta ammirazione per la legge­rezza miracolosa dei servizi da tavola di Clichy, fabbricati proprio per un banchetto di regine di