Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/81

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78 ricordi di parigi.


ziosi, che meditano e notano. Qui c’è la splen­dida esposizione libraria della Francia, prima fra tutte, dove gli editori espongono sulle pareti, come titoli di nobiltà, gli elenchi interminabili degli autori illustri a cui prestarono i tipi: una collezione di gioielli del Plon, del Didot, del Jouvet, dell’Hachette, che annunzia al mondo il connubio desiderato e glorioso del genio dell’Ario­sto e dell’ispirazione del Doré; e le legature de­licate e magnifiche del Rossigneux, dinanzi a cui la mano si slancia prima al portamonete, e poi si alza a dare una grattatina rassegnata alla barba. E via, a traverso all’esposizione brillante delle armi, nelle sale della scultura dei metalli, che è un vasto museo d’orologi monu­mentali di bronzo, di statue d’argento di gran­dezza umana, di candelabri, di lampade e di lan­terne da vestiboli di reggia; a cui tien dietro, in una doppia fila senza fine di saloni aperti come teatri, la mostra meravigliosa del mobilio, nella quale s’alternano colle bizzarrie graziose della