Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/80

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uno sguardo all'esposizione. 77


che fanno fresco al viso e al pensiero con pae­saggi deliziosi delle Alpi e del Reno; poi in un ba­zar di calzature che rivende quello di Stambul, dove potete passare un’ora piacevole a calzare piedini immaginarii di principesse circasse e di marchesine spagnuole; poi fra gli scialli dorati della Compagnia delle Indie; poi nelle sale de­gli oggetti da viaggio e da accampamento, che fanno ribollire il sangue dei vagabondi; poi nel­l’esposizione dei giocattoli, dove tutto move, stre­pita, salta, canta, tintinna, da far disperare tutti i bebés dell’universo. Ma è la profusione delle cose che sgomenta. Entrate fra le bretelle: c’è da imbretellare tutti i giubilati d’Italia; tra i le­gacci: ce ne sono da provvedere tutti gli in­namorati della Frisia per i loro regali di nozze. Così nella galleria lunghissima delle arti liberali, decorata con una semplicità severa, dalla sala delle missioni giù giù fra le biblioteche e le mappe, fra gli strumenti chirurgici e i modelli anatomici, dove s’arrestano pochi visitatori silen-