Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/87

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84 ricordi di parigi.


stranezze, i ghiribizzi dell’ingegno umano, del ge­nere dell’ago di refe d’Emilio Praga. Questi avrebbe potuto fare alla sua amante, in quella certa poesia, tutte quest’altre domande. Vuoi un pendolo che ti faccia vento? un orologio fatto con un girasole, da cui esca un ragno ad acchiappare una mosca? un mobile che ti si trasformi sotto le mani, a tuo piacete, in bigliardo, in scri­vania, in scacchiera e in tavola da mangiare? una barca vera con remi e timone, da portar sotto il braccio al lago di Como? un portamonete che tiri delle pistolettate? la carta dell’Europa in un fazzoletto? un paio di stivaletti di squame di pesce? un letto di ceralacca? una poltrona di cristallo? un violino di maiolica? un velocipede a vapore? Qui c’è tutto: gli orologi magici, le trottole miracolose, le bambole che parlan fran­cese, le spagnuole di legno che v’insegnano a maneggiare il ventaglio.... Non ci manca proprio altro che l’ago di Emilio Praga.