Pagina:De Amicis - Spagna, Barbera, Firenze, 1873.djvu/21

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barcellona. 15

sono sobrii, fieri, e pieni d’un orgoglio nazionale del quale è difficile formarsi un’adeguata idea senz’averli conosciuti da vicino. Gli ufficiali portano una tunica nera e corta, come quella degli ufficiali italiani; che sogliono, fuor di servizio, tenere aperta, mostrando un panciotto abbottonato fino al collo. Nelle ore di libertà, non cingon la spada; nelle marcie, così come i soldati, portano un par di ghette di panno nero, che giungon fin quasi al ginocchio. Un reggimento di fanteria, in completo assetto di guerra, presenta un aspetto ad un tempo grazioso e guerresco.


La cattedrale di Barcellona, di stile gotico, sormontata di torri ardite, è degna di stare accanto alle più belle di Spagna. L’interno è formato da tre vaste navate, divise da due ordini di altissimi pilastri di forma snella e gentile; il Coro, posto nel mezzo della chiesa, è ornato d’una profusione di bassirilievi, di filigrane, di figurine; sotto il Santuario s’apre una cappella sotterranea, sempre illuminata, in mezzo alla quale è la tomba di sant’Eulalia, che si vede a traverso di alcune piccole finestre, aperte intorno al Santuario. La tradizione narra che gli uccisori della santa, ch’era bellissima, prima di darle la morte, vollero vedere il suo corpo nudo; ma mentre stavan per toglierle l’ultimo velo, una fitta nebbia l’avvolse e la nascose a ogni sguardo. Il suo corpo è sempre intatto e fresco come quando era viva, e non v’è occhio umano che ne possa regger la vista;