Pagina:De Amicis - Spagna, Barbera, Firenze, 1873.djvu/479

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valenza. 473


e più sensate parole che si sian forse pronunziate in Spagna da parecchi anni a questa volta; parole che se tutta la Spagna avesse raccolte e meditate, forse ella si sarebbe risparmiate molte delle calamità che l'hanno colpita e che l'aspettano; parole che forse, un giorno, qualche spagnuolo rammenterà sospirando, e che già fin d'ora traggono dagli avvenimenti una luce meravigliosa di verità e di bellezza. E poichè i versi son gentili e facili, io li trascrivo. La poesia è intitolata Dio e il Re, e dice così:

«Dios, en todo soberano,
Creò un dia á los mortales,
Y á todos nos hizo1 iguales
Con su poderosa mano.

No reconoció Naciones
Ni colores ni matices2
Y en ver los hombres felices
Cifró sus aspiraciones.

El Rey, che su imágen es,
Su bondad debe imitar
Y el pueblo no ha de indagar
Si es aleman ó francés.

¿Porqué con ceño3 iracundo
Rechazarle4 siendo bueno?
Un Rey de bondades lleno5
Tiene por su patria el mundo.

Vino6 de nacion estraña
Cárlos Quinto emperador,
Y conquistó su valor
Mil laureles para España.

  1. fece.
  2. sfumature.
  3. cipiglio.
  4. respingerlo.
  5. si legge glieno e significa pieno.
  6. venne.