Pagina:De Blasis - Leonardo da Vinci, 1872.djvu/51

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la cui biografia fu pubblicata perciò in una enciclopedia di cui ebbi l’onore di essere uno de’ collaboratori, descrivendo gli uomini e le cose risguardanti la Francia e l’Italia (1832). Con questa mia versione dall’inglese, del frammento in cui è descritta l’azione veramente straordinaria dell’immaginazione del Blake, accenniamo anche ai fisiologi un curioso ed interessante fenomeno.

Sarebbe d’uopo di volumi se si volesse raccogliere tutte le conversazioni in prosa che Blake ebbe con i demonii, e quelle ch’ebbe in versi cogli angioli. Egli in buona fede credeva alla realtà di queste visioni; di più il suo entusiasmo era sì contagioso, che persone di buon senso e d’ingegno, udendolo parlare con calore e convinzione, scuotevano il capo, e figuravansi che Blake era un uomo straordinario, e che qualche cosa di vero eravi in ciò che diceva.

Uno dei suoi colleghi alquanto rinomato, sovente l’impiegava a disegnare i ritratti di coloro che Blake vedeva nelle sue visioni. Il momento più favorevole a queste visite di angioli era dalle nove ore della sera alle cinque del mattino, e questi immaginarli modelli erano sì docili alle sedute, che lo facevano al minimo desiderio dei suoi amici. Però succedeva di quando in quando, che l’ombra che voleva dipingere facevasi aspettare lungo tempo; — egli allora se ne rimaneva pazientemente seduto, davanti la sua carta, colla matita alla mano, e gli occhi vaganti nello spazio. Ad un tratto incominciava la visione; egli si accingeva all’opera come se fosse invaso dallo spirito.

Il di lui confratello gli ordinò il ritratto di sir William Wallace; Blake ne fu incantato, perchè ammirava questo eroe. — William Wallace! egli sclamò, lo veggo in questo momento là, là! Quanto egli ha l’aria nobile! Recami le mie matite! — Dopo avere qualche tempo lavorato con la mano e con l’occhio, con tanta attenzione come se lo stesso modello gli fosse innanzi, Blake si fermò ad un tratto dicendo: — Non posso terminarlo! Il re Edoardo I viene a porsi fra lui e me. — ‘Per mia fe’, questa è una fortuna, disse l’amico, poichè abbisogno pure del ritratto di Edoardo. — Blake prese un altro foglio di carta, e schizzò i lineamenti di Plantagenet; dopochè, Sua Maestà sparì gentilmente, lasciando l’artista terminare la testa di Wallace. — Ditemi, vi prego, signore, chiese un gentiluomo che udiva l’amico di Blake raccontare questa storia, sir William Wallace aveva egli veramente l’aria di un eroe? ed il re Edoardo quale specie di uomo era egli? — Signore, rispose l’amico, voi li vedete inquadrati ed appesi